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Immagini e paesaggi alla fine del mondo

PATAGONIA: Cile e Argentina

Trekking e viaggi Overland sospesi tra Cile e Argentina

L'immensità e la bellezza della Patagonia riassunta nei nostri viaggi a piedi

LA PAROLA ALLA GUIDA

La Patagonia per Marco
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I Parchi Usa sono un luogo incredibile, dei film, da film, come in un film. Questa è la sensazione che ho provato la prima volta e che provo ogni volta e costantemente quando sono in quei luoghi. Le ambientazioni ci riportano continuamente a memorie cinematografiche, della nostra infanzia e del nostro presente. La sensazione da sogno, surreale, si infrange e si amplifica quando si capisce che in verità, quello che stiamo vivendo e guardando, è in realtà reale. Si la bellezza della realtà, va oltre la fantasia ed i ricordi. I parchi, arrivano uno dietro l’altro, ininterrotti e continui in una maratona di bellezza che inizia con il Grand Canyon, e solo quello, varrebbe il viaggio, ma il girono dopo siamo a Page e L’Antelope Canyon si schiude davanti agli occhi, con le sue onde di arenaria rossa. La Monument Valley, paradiso fotografico, con i suoi paesaggi ed orizzonti perfetti. Senza pausa, continua la bellezza, alternando meraviglie architettoniche come Arches, e l’incridibile (non si crede ai propri occhi) Bryce Canyon. Si tocca il fondo, il punto più basso e più caldo dell’america, con la Death Valley solo per risalire e cambiare completamente, arrivando al cospetto di esseri viventi che erano li, al loro posto, quando Roma nasceva e cadeva: Le Sequoie. Si finisce con la Yosemite Valley, valle incanta ed incredibile, la mecca dell’Arrampicata sportiva ed un must per ogni amante di montagna. Quanta bellezza in 15 giorni èh?

LA PATAGONIA

I NOSTRI VIAGGI IN PATAGONIA

La Patagonia non è né uno stato né tanto meno una regione o provincia politica di un paese; la Patagonia è una regione geografica condivisa tra due paesi sudamericani: Cile e Argentina. Il Cono Sud, così com’è noto questo angolo di mondo, è quel territorio triangolare delimitato dall’oceano Atlantico ad est e dal Pacifico ad ovest; mentre come limite settentrionale della Patagonia convenzionalmente si usano spesso due fiumi di riferimento: il fiume Colorado che dalle Ande scorre attraverso la pampa argentina verso l’Atlantico, ed il fiume Bio Bio che invece scorre in Cile e sfocia nel Pacifico.

La Patagonia è tra le terre emerse dell’emisfero australe che, dopo Australia e Nuova Zelanda, annovera una delle più recenti “scoperte” da parte dell’uomo occidentale. I primi naviganti europei a lambirne le acque e a mettere piede a terra furono gli uomini della spedizione guidata da Fernando di Magellano all’inizio del XVI secolo. Nel 1520 nei pressi dell’attuale baia di San Julian, si ha il primo incontro tra gli indigeni locali, probabilmente appartenenti al gruppo dei Teuhuelches e gli esploratori europei dei quali faceva parte anche il vicentino Antonio Pigafetta. E’ anche grazie al suo diario che successivamente arriva la notizia in Europa della scoperta del passaggio che unisce i due oceani, quello che oggi chiamiamo stretto di Magellano che divide la terra ferma dall’isola della Terra del Fuoco; postumo al viaggio inizia ad apparire nella cartografia dell’epoca la parola Patagonia a designare questo angolo di nuovo mondo.

All’interno di questo vastissimo territorio si possono contemplare due tipologie di viaggio: overland o itineranti a piedi. La prima tipologia ci consente di carpire la vera essenza di un territorio che così come i grandi spazi dei Parchi Americani del sudovest colpisce per la sua estensione, desolazione ma anche grandi contrasti; via terra si passa infatti dalla soleggiata e semidesertica steppa patagonica che lambisce le acque della costa atlantica, ci si avvicina spostandosi verso ovest ai bastioni montuosi delle Ande patagoniche coperte dalle nevi e dai ghiacciai perenni del Campo de Hielo Patagonico fino a raggiungere l’arcipelago situato alla fine del continente e la città più australe al mondo, Ushuaia. Tra i viaggi a piedi invece c’è da sbizzarrirsi con i circuiti di 5 e 8 giorni all’interno del parco nazionale Torres del Paine, le escursioni giornaliere che si possono effettuare nei pressi del massiccio del FitzRoy e Cerro Torre o magari optare per il trekking più australe del pianeta attorno ai Dientes nell’isola di Navarino.

Penisola di Valdes. Il punto di partenza per conoscere la Patagonia nuda e cruda; una bellissima riserva faunistica ricca di vegetazione e fauna terrestre caratteristica della regione patagonica, una striscia di terra che si allunga verso il mare con la possibilità di avvistare anche i grandi mammiferi marini come il leone marino, l’orca e la balena franca australe.

Cueva de las Manos. Il sito archeologico e paleontologico per eccellenza del Cono Sud, situato in un luogo superbo con il canyon del fiume Pinturas e le giallo-rossastre pareti di riolite del Jurassico a fare da base per l’arte rupestre immortalata dai nativi Teuhuelches oltre 9000 anni fa’

Cerro Torre e FitzRoy. Montagne che hanno fatto la storia dell’alpinismo italiano e francese, le guglie granitiche del Torre e del FitzRoy, la montagna fumante, si stagliano al di sopra del piccolo paesino di El Chaltén, da cui si diramano decine di sentieri escursionistici che vi portano a tu per tu con questi colossi andini.

Ghiacciaio Perito Moreno. Uno dei pochi ghiacciai del Campo de Hielo Patagonico Sur a trovarsi in equilibrio di massa, questo gigante di ghiaccio scende lungo il versante orientale delle Ande Patagoniche alimentando le acque del lago Argentino. Famosi sono i suoi crolli ed i bellissimi iceberg che si vedono galleggiare nel lago durante le escursioni in barca.

Torres del Paine. Volendo riassumere la Patagonia con un luogo, eccolo qui. Il parco nazionale Torres del Paine situato nella Patagonia cilena è il gioiello di questa regione: turchesi laghi glaciali, una fitta rete di sentieri che farà innamorare i camminatori più incalliti, pareti di granito come le Torri del Paine e i Cuernos, abbondante fauna patagonica (guanacos, volpi, ñandù e puma) ed il bellissimo ghiacciaio Grey fanno da cornice a questa idilliaca area protetta.

Terra del Fuoco. L’isola più grande del Sudamerica racconta storie d’altri tempi e conserva ancora oggi il suo spirito selvatico e naturale; nel suo estremo più meridionale, a lambire le acque del canale di Beagle si nasconde la città più meridionale del pianeta, Ushuaia, dove tutto finisce così come anche il nostro viaggio overland in Patagonia.

Isola Navarino. E poi c’è lei, l’isola abitata più australe al mondo, Navarino ed il piccolo centro abitato di Puerto Williams. Qui ci si arriva solo in barca o in aereo e ad aspettarvi ci sarà il remoto e isolato trekking dei Dientes de Navarino: 40 km di natura incontaminata e di Patagonia allo stato puro!

IL CLIMA IN PATAGONIA

Il clima a queste latitudini è principalmente influenzato da tre fattori: il sistema montuoso della Cordigliera delle Ande, la presenza del Campo de Hielo Sur ed il costante flusso di aria umida trasportato dalla corrente di Humboldt nel Pacifico. In poche parole, c’è da aspettarsi qualsiasi tipo di cambio climatico, e quando diciamo che si possono trovare le quattro stagioni in un giorno non stiamo scherzando, soprattutto se durante il trekking si guadagna un po’ di altitudine, spesso, oltre la linea degli alberi, si può trovare un po’ di nevischio anche in piena estate.

Il periodo migliore è quello compreso tra la primavera e l’estate australe, ovvero da inizio novembre fino a metà Aprile; in questi mesi le temperature oscillano tra gli 8-12°C dei primi mesi primaverili fino ai 16-20°C dei mesi estivi, con chiare variazioni legate all’andamento della giornata e l’arrivo di fronti di bassa pressione dal Pacifico che possono portare ad improvvise diminuzioni di temperatura per 3/4 giorni consecutivi anche in piena estate.

Il mio suggerimento è quindi quello di stare preparati a qualsiasi cambio durante l’arco della giornata, per cui è consigliabile portare nello zaino una comoda giacca a vento impermeabile, sovra pantaloni impermeabili in caso in cui il vento e la pioggia ci sorprendano durante il trekking, guanti e berretto in pile; insomma tutto il dovuto per non bagnarsi e non prendere freddo. Se poi il tempo è dei nostri tanto meglio!

In quest’area è sempre consigliabile utilizzare protettore solare 50+ (se possibile resistente all’acqua); molto spesso il vento ci regala la sensazione che il sole non stia bruciando la pelle e nonostante durante l’arco del viaggio non si raggiungano elevate altitudini, è sempre consigliato proteggersi il viso qualora si effettuino escursioni di mezza o giornata intera.

COME RAGGIUNGERE LA PATAGONIA

La maniera migliore per un viaggio in Patagonia è raggiungere con l’aereo una delle capitali di Cile o Argentina; da qui sarà facile prendere un volo nazionale per le cittadine di El Calafate in Argentina qualora si desideri realizzare un viaggio via terra per conoscere le bellezze del parco nazionale Los Glaciares, oppure arrivare alla città di Punta Arenas in Cile per poi trasferirsi a Puerto Natales per coloro i quali volessero invece esplorare a piedi il territorio della Patagonia cilena.

Sia Buenos Aires che Santiago sono due grandi metropoli che valgono una sosta di uno o due giorni qualora si volesse spezzare il lungo viaggio transoceanico. Entrambe sono ben collegate con voli che arrivano generalmente alle prime ore del mattino da Roma, Madrid, Parigi e Francoforte.

LA PAROLA ALLA GUIDA

La Patagonia per Marco

La Patagonia è, per usare le parole di Bruce Chatwni “[…] un’amante difficile, un’ammaliatrice. Lancia il suo incantesimo e non ti lascia più”

L'AREA, IL CLIMA, COME ARRIVARE

Descrizione dell’area : la Patagonia

La Patagonia non è né uno stato né tanto meno una regione o provincia politica di un paese; la Patagonia è una regione geografica condivisa tra due paesi sudamericani: Cile e Argentina. Il Cono Sud, così com’è noto questo angolo di mondo, è quel territorio triangolare delimitato dall’oceano Atlantico ad est e dal Pacifico ad ovest; mentre come limite settentrionale della Patagonia convenzionalmente si usano spesso due fiumi di riferimento: il fiume Colorado che dalle Ande scorre attraverso la pampa argentina verso l’Atlantico, ed il fiume Bio Bio che invece scorre in Cile e sfocia nel Pacifico.

La Patagonia è tra le terre emerse dell’emisfero australe che, dopo Australia e Nuova Zelanda, annovera una delle più recenti “scoperte” da parte dell’uomo occidentale. I primi naviganti europei a lambirne le acque e a mettere piede a terra furono gli uomini della spedizione guidata da Fernando di Magellano all’inizio del XVI secolo. Nel 1520 nei pressi dell’attuale baia di San Julian, si ha il primo incontro tra gli indigeni locali, probabilmente appartenenti al gruppo dei Teuhuelches e gli esploratori europei dei quali faceva parte anche il vicentino Antonio Pigafetta. E’ anche grazie al suo diario che successivamente arriva la notizia in Europa della scoperta del passaggio che unisce i due oceani, quello che oggi chiamiamo stretto di Magellano che divide la terra ferma dall’isola della Terra del Fuoco; postumo al viaggio inizia ad apparire nella cartografia dell’epoca la parola Patagonia a designare questo angolo di nuovo mondo.

All’interno di questo vastissimo territorio si possono contemplare due tipologie di viaggio: overland o itineranti a piedi. La prima tipologia ci consente di carpire la vera essenza di un territorio che così come i grandi spazi dei Parchi Americani del sudovest colpisce per la sua estensione, desolazione ma anche grandi contrasti; via terra si passa infatti dalla soleggiata e semidesertica steppa patagonica che lambisce le acque della costa atlantica, ci si avvicina spostandosi verso ovest ai bastioni montuosi delle Ande patagoniche coperte dalle nevi e dai ghiacciai perenni del Campo de Hielo Patagonico fino a raggiungere l’arcipelago situato alla fine del continente e la città più australe al mondo, Ushuaia. Tra i viaggi a piedi invece c’è da sbizzarrirsi con i circuiti di 5 e 8 giorni all’interno del parco nazionale Torres del Paine, le escursioni giornaliere che si possono effettuare nei pressi del massiccio del FitzRoy e Cerro Torre o magari optare per il trekking più australe del pianeta attorno ai Dientes nell’isola di Navarino.

Penisola di Valdes. Il punto di partenza per conoscere la Patagonia nuda e cruda; una bellissima riserva faunistica ricca di vegetazione e fauna terrestre caratteristica della regione patagonica, una striscia di terra che si allunga verso il mare con la possibilità di avvistare anche i grandi mammiferi marini come il leone marino, l’orca e la balena franca australe.

Cueva de las Manos. Il sito archeologico e paleontologico per eccellenza del Cono Sud, situato in un luogo superbo con il canyon del fiume Pinturas e le giallo-rossastre pareti di riolite del Jurassico a fare da base per l’arte rupestre immortalata dai nativi Teuhuelches oltre 9000 anni fa’

Cerro Torre e FitzRoy. Montagne che hanno fatto la storia dell’alpinismo italiano e francese, le guglie granitiche del Torre e del FitzRoy, la montagna fumante, si stagliano al di sopra del piccolo paesino di El Chaltén, da cui si diramano decine di sentieri escursionistici che vi portano a tu per tu con questi colossi andini.

Ghiacciaio Perito Moreno. Uno dei pochi ghiacciai del Campo de Hielo Patagonico Sur a trovarsi in equilibrio di massa, questo gigante di ghiaccio scende lungo il versante orientale delle Ande Patagoniche alimentando le acque del lago Argentino. Famosi sono i suoi crolli ed i bellissimi iceberg che si vedono galleggiare nel lago durante le escursioni in barca.

Torres del Paine. Volendo riassumere la Patagonia con un luogo, eccolo qui. Il parco nazionale Torres del Paine situato nella Patagonia cilena è il gioiello di questa regione: turchesi laghi glaciali, una fitta rete di sentieri che farà innamorare i camminatori più incalliti, pareti di granito come le Torri del Paine e i Cuernos, abbondante fauna patagonica (guanacos, volpi, ñandù e puma) ed il bellissimo ghiacciaio Grey fanno da cornice a questa idilliaca area protetta.

Terra del Fuoco. L’isola più grande del Sudamerica racconta storie d’altri tempi e conserva ancora oggi il suo spirito selvatico e naturale; nel suo estremo più meridionale, a lambire le acque del canale di Beagle si nasconde la città più meridionale del pianeta, Ushuaia, dove tutto finisce così come anche il nostro viaggio overland in Patagonia.

Isola Navarino. E poi c’è lei, l’isola abitata più australe al mondo, Navarino ed il piccolo centro abitato di Puerto Williams. Qui ci si arriva solo in barca o in aereo e ad aspettarvi ci sarà il remoto e isolato trekking dei Dientes de Navarino: 40 km di natura incontaminata e di Patagonia allo stato puro!

IL CLIMA IN PATAGONIA

Il clima a queste latitudini è principalmente influenzato da tre fattori: il sistema montuoso della Cordigliera delle Ande, la presenza del Campo de Hielo Sur ed il costante flusso di aria umida trasportato dalla corrente di Humboldt nel Pacifico. In poche parole, c’è da aspettarsi qualsiasi tipo di cambio climatico, e quando diciamo che si possono trovare le quattro stagioni in un giorno non stiamo scherzando, soprattutto se durante il trekking si guadagna un po’ di altitudine, spesso, oltre la linea degli alberi, si può trovare un po’ di nevischio anche in piena estate.

Il periodo migliore è quello compreso tra la primavera e l’estate australe, ovvero da inizio novembre fino a metà Aprile; in questi mesi le temperature oscillano tra gli 8-12°C dei primi mesi primaverili fino ai 16-20°C dei mesi estivi, con chiare variazioni legate all’andamento della giornata e l’arrivo di fronti di bassa pressione dal Pacifico che possono portare ad improvvise diminuzioni di temperatura per 3/4 giorni consecutivi anche in piena estate.

Il mio suggerimento è quindi quello di stare preparati a qualsiasi cambio durante l’arco della giornata, per cui è consigliabile portare nello zaino una comoda giacca a vento impermeabile, sovra pantaloni impermeabili in caso in cui il vento e la pioggia ci sorprendano durante il trekking, guanti e berretto in pile; insomma tutto il dovuto per non bagnarsi e non prendere freddo. Se poi il tempo è dei nostri tanto meglio!

In quest’area è sempre consigliabile utilizzare protettore solare 50+ (se possibile resistente all’acqua); molto spesso il vento ci regala la sensazione che il sole non stia bruciando la pelle e nonostante durante l’arco del viaggio non si raggiungano elevate altitudini, è sempre consigliato proteggersi il viso qualora si effettuino escursioni di mezza o giornata intera.

COME RAGGIUNGERE LA PATAGONIA

La maniera migliore per un viaggio in Patagonia è raggiungere con l’aereo una delle capitali di Cile o Argentina; da qui sarà facile prendere un volo nazionale per le cittadine di El Calafate in Argentina qualora si desideri realizzare un viaggio via terra per conoscere le bellezze del parco nazionale Los Glaciares, oppure arrivare alla città di Punta Arenas in Cile per poi trasferirsi a Puerto Natales per coloro i quali volessero invece esplorare a piedi il territorio della Patagonia cilena.

Sia Buenos Aires che Santiago sono due grandi metropoli che valgono una sosta di uno o due giorni qualora si volesse spezzare il lungo viaggio transoceanico. Entrambe sono ben collegate con voli che arrivano generalmente alle prime ore del mattino da Roma, Madrid, Parigi e Francoforte.

TANTE BELLISSIME FOTO DELLA PATAGONIA
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