POSTI DISPONIBILI
PREZZO
€850 prezzo in via di definizione per persona
DATE
8gg - Dal 22/04 al 29/04- 2023
DESTINAZIONE
Sardegna
POSTI RIMASTI
13 POSTI DISPONIBILI
Guida
Carla

Dal 22/04 al 29/04 - 2023

Cammino Minerario di Santa Barbara e le altre meraviglie della Costa Ovest della Sardegna

Iglesiente, Costa Verde e Penisola del Sinis

Il viaggio lungo la Costa ovest della Sardegna è un vero e proprio trekking all'inseguimento di paesaggi mozzafiato senza fine: il mare battuto dai venti è lo sfondo del nostro viaggio lungo costa ista mare. Percorreremo alcuni dei tratti più significativi e ricchi di storia del Cammino Minerario di Santa Barbara tra costa iglesiente e costa verde. Infinite spiagge brillano alla luce del sole e alte falesie si affacciano sul mare nel Sinis. Visiteremo Porto Flavia, la città fenicia diTharros, e potremo osservare da vicino le grandi statue dei Giganti di Mont'e Prama. Cucina sarda tradizionale di terra e di mare, una full immersion di bellezza e sapori!

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Tutte le meraviglie della Costa Ovest della Sardegna in un unico viaggio. Camminiamo lungo la selvaggia costa ovest della Sardegna lungo i sentieri dei minatori del Cammino Minerario di Santa Barbara tra Iglesiente e Costa Verde e lungo le falesie e spiagge della Penisola del Sinis.

Informazioni sul viaggio

DESTINAZIONE
Sardegna Scopri Sardegna
Luogo di incontro
Cagliari
Luogo di fine viaggio
Cagliari
Data di inzio viaggio & Orario
22/04/2023 10:00
Ulteriori informazioni
Copertura Tecnica: Mald'Avventura TO - Scali Manzoni 51, 57126 Livorno P. I.01912530498 Aut. Prov.Licenza 1227
La quota include
  • 3 mezze pensioni - colazione/cena e pernotto
  • 3 pranzi al sacco forniti dalla struttura
  • 4 pernottamenti in hotel con prima colazione
  • Assicurazione Medico Bagaglio
  • I.V.A
  • Navetta Iglesias - Masua e Visita Porto Flavia
  • Servizio di Guida Escursionistica, Segreteria ed Iscrizione al Viaggio
La quota non include
  • 4 Cene in struttura o al ristorante
  • Assicurazione per annullamento viaggio (può essere stipulata al momento dell’iscrizione richiedendo una quotazione a parte)
  • Estensione copertura assicurativa per Pandemie (compreso Covid 19)
  • Eventuali tasse di soggiorno
  • Gli Extra durante Pranzi e Cene
  • pranzi al sacco non forniti dalla struttura
  • supplemento doppia uso singola
  • Ticket Ingresso a Parchi e Musei Compresi e Non Compresi nel Programma
  • trasferimenti con mezzi pubblici o privati non preventivati nel viaggio
  • Trasferimenti e trasporto bagagli con mezzo privato durante il Cammino
  • Treno andata/ritorno
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce La quota include
  • Viaggio per/dal Punto di Ritrovo
CONTATTA LA GUIDA

Carla Pau

3406933470
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    Come ci hai scoperti?*
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    IL VIAGGIO

    TREKKING VISTA MARE LUNGO LA COSTA OVEST DELLA SARDEGNA

    Il Trekking lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara e le altre meraviglie della Costa Ovest è il viaggio sul mare più bello che tu possa fare per scoprire a piedi le incredibili bellezze della Costa Ovest del Centro Sud della Sardegna. Questo Trekking nasce dall’unione di 2 bellissimi viaggi lungo costa, dall’Iglesiente alla Penisola del Sinis, passando per la Costa Verde. Il tempo dedicato all’ambiente spiaggia, in qualunque modo tu voglia viverlo (relax, nuotare, passeggiare sul bagno asciuga, bere una birra fresca) è importante quanto quello del trekking. E’ un po’ la filosofia della costa ovest, il mare fa parte della nostra vita e lo viviamo come qualsiasi ambiente escursionistico. Non puoi quindi farti scappare l’occasione e abbandonarti a questa grande attrazione che il mare eserciterà su di te, come dalla nascita agisce su tutti noi, che in mare abbiamo fatto i nostri primi passi.

    Perfetto per gli amanti del trekking lungo costa vista mare, questo viaggio tra scogliere, falesie, dune e grandi spiagge non è adatto a chi non riesce a proiettarsi in questa dimensione di meraviglioso stato di benessere che ricercheremo ogni giorno alla fine delle escursioni. Un bel bagno di sole o magari i più temerari possono anche provare a fare una nuotata. Sarà comunque soddisfacente semplicemente sedersi, chiudere gli occhi e rimanere in ascolto del suono del vento, delle onde che rifrangono sul bagnasciuga sabbioso o ciottoloso. In Iglesiente e Costa Verde camminiamo su antichi tracciati minerari e grandi vie di raccordo a servizio minerario, compresi ponti e ferrovie, spesso calcando i passi del Cammino Minerario di Santa Barbara: questo è un mondo rimasto sospeso, a volte sembrerebbe incompiuto, dove la natura si riprende il suo spazio facendosi spazio tra le macerie, i ruderi, l’abbandono di un tempo improvvisamente bloccato, il tempo dell’Era Mineraria Sarda, dove la parola d’ordine era lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie e non solo della terra. Il selvatico si insinua fin dentro i paesi e cerca di nascondere, coprire di bellezza lo scempio. E’ un passato complicato, grande e importante, mai raccontato dalle pagine dei libri di Storia, pieno di contraddizioni, di luci e ombre, di abusi, lotte e conquiste: solo camminandoci dentro puoi comprendere la grande sapienza e sentirti vicino all’uomo che è stato protagonista della Rivoluzione Industriale in Sardegna. Oltre la visita a Porto Flavia, con vista d’eccezione sul Pan di Zucchero, potremo ammirare lungo il cammino la Laveria la Marmora (Nebida), villaggi abbandonati come Naracaoli e Ingurtosu. Ci sono poi le dune di Scivu e Piscinas, che si stendono fino alle montagne rocciose, ricoprono i pascoli e gli orti, si mischiano alla terra nel fitto dei boschi sempreverdi. La sabbia, portata dal vento maestro (il maestrale), penetra i resti fatiscenti delle case abbandonate, delle miniere dismesse e dirute, scivola sotto i ponti e sopra i binari arrugginiti.

    Ci trasferiamo nel Sinis, altra terra di grandi paesaggi e luce avvolgente.

    Ci sono spiagge leggendarie come Sa Mesa Longa, Is Aruttas, Is Arenas, Mari Ermi, ci sono le dune preistoriche di Capu Mannu. C’è sabbia bianca come zucchero il cui riflessopuò arrostire un tedesco in quaranta secondi..Su nel cielo e a pelo d’acqua volano cormorani, svassi, falchetti, cavalieri d’Italia, marrangau (il colibrì nostrano) e coloratissimi camulli. Volpi insidiano il vostro picnic…Pullulano conigli selvatici, quaglie, porco spini, donnole, faine e il famoso ippopotamo bianco delle saline, sempre invisibile perchè è a mollo nel fano, ma vi giuro esiste. E i profumi?Il mirto, l’elicriso, il ginepro, l’aneto…Raggiungere Su Pallosu, la Tortuga sarda, terra magica abitata da pirati e corallari, cacciatori di camulli e cuochi di crocchette di murena. Non ci sono Vip, ma incontrerete gente allegra, simpatica e fiera”.

    Questo racconta Stefano Benni, che il Sinis lo conosce bene…e a parte la storia dell’Ippopotamo, tutto il resto è verità.

    Il Sinis ha la sua luce, o brilla di luce propria, dovete vederlo con i vostri occhi: forse perchè il sole spennella del suo colore tutta la terra dalle dolci colline al mare, e la tinta è calda, avvolgente, piena. E’ la prima cosa che mi viene in mente pensando al Sinis. Subito dopo la terra, grande, tanta, punteggiata a mala pena di case fra orti, pascoli, canali e strade bianche fra canali che sfociano in mare. La terra nel Sinis si unisce al mare, anzi, imprrovisamente la terra finisce e sei in acqua.

    Nella Penisola del Sinis il Mar di Sardegna s’infrange impetuoso sulle scogliere e sulle rovine di antiche città. L’acqua delle lagune e degli stagni disegna il paesaggio e scivola fino alle porte di Cabras e poi fino al mare, senza soluzione di continuità.

    Questa è la terra dei Giganti, dove sono state ritrovate le più grandi statue a tutto tondo del mondo antico nel Mare Nostrum. Cammineremo su piccoli granelli di quarzo per km, sopra alte scogliere sul mare, circumnavigheremo promontori battuti dai venti di Maestrale.

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    LA REGIONE

    IGLESIENTE, COSTA VERDE, SINIS: IL SELVAGGIO SUD OVEST DELLA SARDEGNA

    IGLESIENTE E COSTA VERDE

    L’Iglesiente è parte costitutiva del Parco Geominerario della Sardegna e del Parco Culturale Giuseppe Dessì, ricco di Aree Protette, Siti di Importanza Comunitaria, Monumenti Naturali e Siti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

    Prende il nome dalla sua città più importante, Iglesias, l’antica città pisana Villa di Chiesa.

    Regione prevalentemente montuosa e collinare, è caratterizzata, lungo la costa, da scogliere e falesie e, nell’entroterra, da boschi e cavità. Dall’epoca nuragica importante bacino di estrazione e lavorazione di minerali di piombo, zinco e argento, concentrate nel cosiddetto “anello metalliffero”, che vede lungo la costa su cui andremo a camminare la sua massima espressione quanto a miniere, pozzi, impianti e infrastrutture.

    Capo Pecora, promontorio segnato dall’emergenza di granitoidi grigi, bianchi e rosa, segna il confine costiero tra Iglesiente e Costa Verde: oltre i tafoni che punteggiano la linea di costa e le campagne limitrofe, spiccano nelle cale grandi masse rotonde e levigate di granito erose dall’azione incessante e centripeta del mare. La Costa Verde è la terra dei deserti sul mare: così ci appaiono i sistemi dunali di Scivu e Piscinas, dove le dune dorate sfiorano i 60 metri in altezza e penetrano per km nell’entroterra, fra cespugli e alberi di lussureggiante macchia mediterranea. Si, vi stupirà quanto può essere verde la Sardegna! Piscinas è ritenuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, mentre Scivu, forse più bella ma meno famosa, le alte pareti dorate delle dune divorate e spinte dal mare, sono trattenute solo da colossali ginepri. Nell’immediato entro terra, capre allo stato brado cercano ombra sotto bassi cespugli e alberi isolati. Nel territorio di Arbus, abbracciato alle sue montagne baciate dal sole e circondato da pascoli che originariamente costituivano l’unico sostentamento della popolazione prima dell’apertura massiccia delle miniere, si trovano alcuni dei villaggi minerari più belli e suggestivi del territorio, Ingurtosu e Naracaoli, a servizio della Grande miniera di Montevecchio, a pochi km sopra il paese di Guspini. Sullo sfondo di questi luoghi sospesi nel tempo ci sarà lui, il Monte Arcuentu, con il suo maestoso profilo di vulcano graffiato dai venti e corroso dall’acqua, custode di tanta spiritualità, antica e moderna, del Sud Sardegna.

    PENISOLA DEL SINIS

    la Penisola del Sinis costituisce, insieme all’Isola di Mal di Ventre, una delle più belle Aree Marine Protette della Sardegna, istituita nel 1997 a tutela delle sue acque e dei suoi 25 km di costa integra. Capo San Marco, con la Chiesa di San Giovanni di Sinis (VI sec. a.C, le torri e la Città di Tharros adagiata tra i due mari, è una vera immersione tra natura e storia. Il villaggio di San Giovanni di Sinis era anticamente solo un borgo di pescatori, ma purtroppo ci restano poche tipiche capanne di giunco a testimonianza di questa origine, allineate fino alla Seconda Guerra Mondiale lungo la Spiaggia. La Città di Tharros (VIII sec a.C- XI sec d.C), con il suo tempio tetrastilo affacciato sul mare, dopo essere stata insediamento nuragico è diventata emporio fenicio e poi città punica di grande importanza nel Mediterraneo. In epoca romana e per tutto il periodo bizantino ha mantenuto il suo prestigio, fino a diventare capitale del Giudicato di Arborea, dopo quello di Calaris probabilmente il più importante tra i Giudicati sardi. Dal Promontorio di Seu, Oasi Naturalistica, si scende alla Spiaggia di Maimoni, la prima delle bellissime spiagge del Sinis. Ciò che rende uniche le sue spiagge è l’arenile: la quarzite abbondante brilla e risalta tra i mille colori dei gusci di conchiglie dai mille colori depositati sulla spiaggia. Questo spettacolo è particolarmente evidente a Is Arutas (“le grotte”), chiamata per questo “la spiaggia dei chicchi di riso”. Lungo la Costa del Sinis si susseguono lunghe spiagge (Mari Ermi tra le altre) e alte falesie su cui spiccano torri spagnole come la Torre di Seu, Torre Sa Mora e le altre. Poco a largo della costa spuntano la granitica Isola di Mal di Ventre e il basaltico Scoglio del Catalano, circondate da alcuni tra i più bei fondali del Mediterraneo. Lagune e Stagni (Mistras, Santa Giusta, lo Stagno di Cabras) sono il tratto identificativo del paesaggio naturale e antropico del Sinis. Lo Stagno di Cabras, Sito di Importanza Comunitaria, copre con i suoi due bacini circa 2200 ettari e 40 km di costa e ha influenzato significativamente la storia e l’economia della popolazione, specializzata nella pesca di laguna (muggini, anguille, mormore, orate, spigole). Risalendo la costa verso nord troviamo la Scogliera di Capu Mannu, Sa Mesa Longa e le sue cave di arenaria. Il territorio, ricco di testimonianze dall’epoca nuragica a quella romana passando per quella fenicia e punica, è ricco di antiche tradizioni legate a culti cristiani e pagani, come La Corsa degli Scalzi in onore di San Salvatore. Tra i più anziani pescatori c’è ancora vivo il ricordo de Is Fassonis, le barche tradizioni costruite con l’erba palustre, usate fino alla prima metà del secolo scorso come mezzo di imbarcazione per la pesca di laguna. Oristano è il centro cittadino più importante e popolato, ma il centro culturale è Cabras, famosa per il suo oro giallo, la bottarga di muggine.

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    IL CAMMINO

    CAMMINARE SUL MARE: ROCCIA, DUNE, SCOGLIERE, FALESIE

    Questo viaggio è adatto a chi ha già avuto esperienze di trekking di più giorni continuativi su diversi fondi di calpestio con pendenze tra i 250 e i 700 metri, che abbia alle spalle un buon allenamento di cammino in ambienti non attrezzati per una media di 15-20 km al giorno. Cammineremo lungo scogliere e falesie, distese sabbiose a tratti soffice e a tratti compatta, roccia e pietrame misto non compatto. Ci saranno anche brevi ma ripide discese e salite, continui saranno i sali-scendi e attraverseremo anche zone di campagna caratterizzate da strade bianche o asfaltate. La prima parte in Iglesiente è sicuramente la più impegnativa, ma non ci sono passaggi tecnici da segnalare. Nel Sinis molti percorsi sono su piano o lieve pendenza. I bastoncini da trekking sono sempre e comunque consigliati, anche a chi non li ha mai utilizzati o pensa di non averne bisogno. Si cammina con zaino leggero: i bagagli pesanti rimangono in struttura o vengono trasportati da mezzo privato negli spostamenti dalla struttura all’altra. Il grande paesaggio marino sarà lo sfondo delle nostre escursioni, quindi devi essere un amante dei trekking lungo costa vista mare! Consiglio scarpe da trekking leggere, protettive alla caviglia, suola con un buon grip su roccia e terreno misto, a tratti scivoloso o sdrucciolevole. La maggior parte delle escursioni terminano in una spiaggia o cala, dove ci sarà una sosta da 1 a 2 ore e mezzo circa, in dipendenza del tempo a disposizione e meteo favorevole: l’ambiente mare è parte integrante delle escursioni, arrivati in spiaggia non si scappa: il mare sardo è unico nel suo genere e vale la pena viverlo senza fretta per poter assaporare l’esperienza in maniera completa. I bagni e le nuotate saranno consentite in base alla valutazione della sicurezza, in base al meteo del giorno (per cui telo mare, costume e scarpette da scoglio in valigia!). Sarà possibile sedersi, stendersi o camminare lungo il bagnoasicuga. Non è assicurato trovare chioschi aperti sulle spiagge al termine delle escursioni: nel caso fossero aperti nessuno ci impedirà di bere una birra fresca con vista mare. In mancanza d’altro troveremo ristoro in Agriturismo o nei Bar del Centro di Cabras. E’ previsto trasferimento in treno da Cagliari a Iglesias il primo giorno e rientro a Cagliari in treno da Oristano l’ultimo giorno (il treno fa fermata all’Areoporto). I transfer dalle strutture ai punti di inizio delle escursioni e ritorno in struttura sono di varia durata (tra i 15 minuti quelli più brevi fino alle 2 ore quelli più lunghi): considerate i trasferimenti in bus privato e in treno come parte del viaggio stesso, potrete guardare il paesaggio fuori dal finestrino, parlare del più e del meno con vostro compagno di viaggio, fare un sonnellino. E’ prevista una visita guidata di circa 1 h a Porto Flavia (Masua) e due libere al Museo Archeologico di Cabras e alla città di Tharros (Capo San Marco). Visiteremo anche il paesino di San Salvatore di Sinis. Il primo giorno ci incontriamo a Cagliari entro le 10, quindi vanno bene voli che arrivano a Cagliari entro e non oltre le 9 del mattino. Chi arriva a Elmas la mattina del 22 può prendere direttamente il treno per Iglesias e aspettarci in stazione (ovviamente se gli orari coincidono con il nostro arrivo). Per il ritorno scegliete voli a partire dalle 20 della sera del 29 aprile, anche in questo caso potete scendere direttamente in Areoporto dal treno che prenderemo a Oristano. In ogni caso, prima di acquistare i voli, comunicatemi il vostro piano voli onde evitare incongruenze di orari e non perdervi nulla di questo viaggio!

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    MANGIARE E DORMIRE

    AGRITURISMI E PICCOLI HOTEL, DALLA CUCINA DI CARNE A QUELLA DI PESCE

    Questo è un viaggio semi itinerante o semi stanziale, ovvero dormiremo in due strutture differenti dalle quali ci sposteremo ogni giorno per le nostre escursioni, per poi farvi ritorno la sera. Le prime tre notti dormiamo in un Agriturismo nell’entroterra, non lontano dal mare, adagiato tra i suoi pascoli dove pascolano pecore e capre in libertà, non lontano dal alcune miniere e villaggi minerari dismessi. A differenza di altre aziende, questa è rimasta fedele, nonostante l’incalzare delle miniere, alla sua vocazione primaria, la pastorizia. Assaggeremo formaggi, ricotta e yogurt di produzione propria, oltre altre leccornie tipiche della tradizione di terra dell’Iglesiente. La ricca colazione dolce e salata ci darà al giusta carica e delizierà il nostro palato. La cucina è ricca e varierà ogni sera, basandosi solo su prodotti di stagione e di qualità, sulla scia di ricette della tradizione a volte riviste in chiave moderna. I secondi sono di carne (agnello, capra, pecora, maialetto, ecc), i primi spaziano nell’ampia scelta della pasta sarda a base di grano duro: gnocchetti sardi (malloreddus), ravioli di ricotta, culurgiones all’ogliastrina, fregola sarda. Il vino a tavola potrà essere Carignano del Sulcis o Cannonau.

    A Cabras dormiamo nel cuore del piccolo centro storico in un piccolo Hotel. Cabras è caratterizzata dalle tradizionali case basse terratetto con piccole finestre che si affacciano sulle strade principali e cortili interni animati un tempo dal fervore della vita domestica e dal lavoro di sussistenza dei pescatori e agricoltori di Cabras, il così detto “popolo degli scalzi”…Faremo sempre colazione in Hotel e ceneremo in Ristorante, sempre alla carta: le prime tre sere nel Ristorante dell’Hotel, tra le vie del paese. L’ultima sera ci concediamo un peccato di gola e andremo a cena in uno dei Ristoranti più buoni di tutto il Sud Sardegna, dove ognuno potrà cenare alla carta e degustare buon vino.

    Le camere sono doppie con bagno in camera condiviso in entrambe le strutture, i letti saranno matrimoniali per le coppie, e letti separati per il resto del gruppo.

    A proposito della cucina del Sinis Stefano Benni si esprime ironicamente:

    Uno dei più grandi pericoli per il turista tradizionale è il pesce fresco”…

    Questo la dice lunga sulla cucina tipica di Cabras e del Sinis: il pescato, in particolare di laguna, è il re della cucina della Penisola del Sinis. L’ultimo giorno sicuramente potremo assaggiare pescato di laguna cucinato in modo tradizionale nell’ Ittiturismo della Peschiera Mar’e Pontis. Spero sia una buona occasione per poter assaggiare il muggine a “Sa merca”, erba palustre usata tradizionalmente per conservare le proprietà organolettiche e la freschezza del pesce. Secondo questa antica ricetta il muggine, dopo essere stato salato, viene avvolto con questa pianta. Una delle prelibatezze del territorio è la bottarga essiccata di muggine o cefalo, ma anche piatti a base di pesce arrosto o in tegame accompagnati da formaggi, verdure e salumi.

    I pranzi sono sempre al sacco, per i primi tre giorni forniti dall’Agriturismo (panini, pasta fredda, insalata di riso), mentre il resto del viaggio potremo acquistare nelle botteghe e market di Cabras. Il primo giorno ci incontriamo con il pranzo al sacco già acquistato nello zaino.

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    DIFFICOLTA'

    GRADO DI DIFFICOLTA' TREKKILANDIA

    https://www.trekkilandia.it/wp-content/uploads/2021/03/Due-Ditoni.png

    2 DITONI

    Poche difficoltà
    tecniche nel cammino.
    Sentieri prevalentemente facili
    Ricettività comoda.
    Ore di cammino
    superiori alle 5.
    Zaino giornaliero.
    Dislivelli da 300 a 800m.
    Km dai 15 ai 20.
    Adatto a chi ha già avuto esperienze di cammino

    LA PAROLA AI PARTECIPANTI
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    Marzia 2021

    Trekking splendido, natura selvaggia, compagnia perfetta, cibo squisito e guida veramente speciale!

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    Mara 2021

    Bellissimo viaggio con Carla Pau Iglesiente, miniere e mare

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    Lucia 2021

    Bellissimo trekking, il percorso è agevole e grazie al trasporto bagagli non è faticoso. Importante l’esperienza di visitare le miniere e conoscere come vivevano e lavoravano i minatori. La nostra guida Carla Pau è preparata, precisa e sa tenere unito il gruppo. Non per altro è il secondo trekking a cui partecipo con lei a distanza di un anno… grazie Sardegna, isola meravigliosa…🤗

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    Patrizia 2022

    E’ stata una bellissima esperienza, tu sei una persona piacevolissima e una bella persona. Spero di poter fare altre esperienze con te. Io vado a casa carica, felice e con nostalgia…Ma soddisfatta! Sarai nei miei pensieri. Grazie. Arrivederci

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    Rosa 2022

    Trekking molto interessante, paesaggi storici spettacolari. Guida esperta, empatica, professionale. Compagnia di gruppo simpatica ed unita. Cibo e vino notevoli. Incontri e conoscenze dei luoghi lungo il cammino hanno arricchito di conoscenza ed emozioni. Da consigliare!!

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    Cristina 2022

    Grazie mille Carla per l’esperienza gastronomica, culturale e ambientale. Un pacchetto top in un’isola meravigliosa!

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    Daniela e Simone 2022

    Trek spettacolare con panorami mozzafiato, assoluto valore aggiunto la Guida Carla, che con l’amore e la passione per la sua terra è riuscita a trasmetterci emozioni e sensazioni uniche e profonde. Grazie infinite, speriamo di camminare di nuovo insieme!

    Informazioni aggiuntive sul viaggio:

    Tipologia: itinerante​

    Durata: 8 gg/7 notti​

    Trasporto bagagli: si​

    Tipo di zaino: giornaliero​

    Volo dall'italia incluso: no

    Difficoltà del cammino: medio

    Difficoltà viaggio Trekkilandia: 2 ditoni

    Giorni di cammino: 6 gg

    Ore di cammino al giorno: 5/6

    Motivo della difficoltà: fondi disconnessi a tratti sdrucciolevoli o scivolosi (sabbia, roccia, scogli, terra), brevi ma ripide discese e salite in forte pendenza, esposizione solare.

    Adatto come prima esperienza di cammino: no

    Tipologia di struttura: agriturismo e hotel

    Tipo di alloggio: camera doppia/tripla con letti singoli e/o matrimoniali

    Bagni: in camera o in comune per il nostro gruppo

    Pasti: colazioni in struttura, cene in struttura o ristorante, pranzi al sacco

    Possibilità di singola: no

    Stampa
    • 15km circa - dislivello 700 circa - ore di cammino 5 circa - medio
    • 15km circa - dislivello salita 500m circa – discesa 600m circa - ore di cammino 5 circa - medio
    • 17km circa - dislivello salita 462 m circa – discesa 467 m circa - ore di cammino 5 circa - medio
    • 15km circa - dislivello 500 m – ore di cammino 5 circa - medio
    • 18KM CIRCA - dislivello 250circa - ore di cammino 5 circa - medio + 1h visita Tharros
    • 12km circa - dislivello 180 circa - ore di cammino 5 circa
    • 15km circa - dislivello 300 circa - ore di cammino 5 circa
    • 3 km circa - dislivello nessuno - ore di cammino 1 circa + visita Museo Archeologico di Cabras
    15km circa - dislivello 700 circa - ore di cammino 5 circa - medio

    1° GIORNO - LA COSTA DEI FARAGLIONI DA NEBIDA AL PAN DI ZUCCHERO + PORTO FLAVIA

    Ci incontriamo a metà mattinata a Cagliari, alla Stazione dei Treni di Piazza Matteotti. In circa 1 ora il trneo ci porta a Iglesias. Dopo aver lasciato i bagagli pesanti in bus, prenderemo la navetta che ci porterà a Masua, dove iniziamo a camminare in direzione del Villaggio Minerario di Nebida, seguendo la direttrice interna delle grandi vie di servizio minerario. Superato il boschetto misto di pini, eucaliptus, lecchi, sughere, ci ritroviamo di nuovo sulla costa punteggiata dai 5 Faraglioni e tanti piccoli porticcioli minerari. Arrivati al belvedere di Nabida ci affacciamo sul panorama dei Faraglioni e della Laveria La Marmora, a picco sul mare blu. Riprendiamo quindi la via di ritorno per Masua lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara, costeggiando e calpestando i suoli più antichi d'Italia, caratterizzati dalla purpurea puddinga vulcanica dalla sfumature violacee. Tra cuscinetti di euforbia, lentisco ed elicriso odoroso, scendiamo seguendo una da una pista fuori sentiero sulla scogliera, quando ci ritroviamo a Porto Corallo, spettacolare baia rossa e verde smeraldo con vista d'eccezione sul Pan di Zucchero. Masua è vicina, già scorgiamo il maestoso e candido Pan di Zucchero, il più grande faraglione del Mediterraneo. Lo scenario è unico. Continuiamo fino all'ingresso di Porto Flavia, incredibile esempio di avanguardia industriale del secolo scorso, che vanta un porto sospeso sul mare turchese da cui potremo godere dell'esclusiva vista sul Pan di Zucchero. Al termine della visita guidata (circa 1h.) il nostro bus ci porterà in Agriturismo: adagiato ai piedi delle miniere, circondato da prati pascoli, la nostra casa per i prossimi 3 giorni è un esempio raro di azienda agricola sopravvissuta alla rivoluzione industriale mineraria della Sardegna. Compatibilmente con il meteo favorevole e il tempo a disposizione, dopo la visita, prima di andare in Agriturismo, possiamo rilassarci in spiaggia o presso il bar del sito minerario sorseggiando vino locale o dissetandoci con una buona birra fresca. Ceniamo in struttura. Pranzo al sacco per il giorno dopo fornito dalla struttura.

    15km circa - dislivello salita 500m circa – discesa 600m circa - ore di cammino 5 circa - medio

    2° GIORNO - DA MASUA A CALA DOMESTICA

    A piedi dal nostro Agriturismo ci incamminiamo di buon mattino per scollinare e riaffacciarci sul mare di Masua: dalla cima del promontorio possiamo osservare tutte le miniere e la costa fino alla grande Spiaggia di Funtanamare. Prendiamo il sentiero sull'altipiano seguendo il tracciato che dopo circa 1,5 km ci porta al più celebre punto panoramico dell'intero Cammino Minerario di Santa Barbara: la splendida terrazza sul Pan di Zucchero. Ci incamminiamo sul sentiero che si inoltra subito nel cuore della tortuosa falesia ricoperta di calcari e ginepri secolari scolpiti dal vento. Quasi alla fine di questa breve ma intensa traversata scendiamo nel Canal Grande di Nebida, una stretta valle che sfocia in mare attraverso una stretta gola cinta da rocce piegate e schiacciate dal tempo, lavate dal mare. Risaliamo quindi la valle lungo il canale, tra pascoli e altipiani che ci portano, presso la vecchia fornace, all'incrocio della ferrovia mineraria (la prima ferrovia elettrica d'Italia): seguendo il tracciato arriviamo infine a Cala Domestica. Cala Domestica è sicuramente una delle più belle spiagge del Sud Sardegna insieme alla più piccola Cala che si può raggiungere attraversando una breccia artificiale scavata quando questa cala altro non era che un importante Porto Minerario. In condizioni meteo favorevoli sarà possibile fare un bagno in queste splendide acque e ristorarci presso il chiosco qualora fosse aperto. Il nostro bus ci porterà in meno di 30 minuti al nostro Agriturismo. Ceniamo in struttura. Il pranzo al sacco verrà fornito dall'agriturismo.

    17km circa - dislivello salita 462 m circa – discesa 467 m circa - ore di cammino 5 circa - medio

    3° GIORNO- GRANITI E DUNE DELLA COSTA VERDE: SAN NICOLO, CAPO PECORA, SPIAGGIA DI SCIVU

    Dopo colazione ci trasferiamo con mezzo privato fino all'inizio della splendida spiaggia di San Nicolò, dove subito ci inoltriamo lungo la traccia del Cammino Minerario di Santa Barbara che ci permette di attraversare il maestoso sistema dunale ricoperto da pini e macchia mediterranea. In prossimità del paese di Portixeddu (in sardo significa piccolo porto) cominciamo a risalire il Capo. Ci lasciamo definitivamente alle spalle il selvaggio Iglesiente minerario per fare ingresso nel regno del granito e delle grandi distese di sabbia della Costa Verde. Il promontorio di Capo Pecora fa da spartiacquae tra la Costa Iglesiente e la Costa Verde. Lasciamo a destra il Cammino di Santa Barbara e seguiamo la linea della costa per godere di ogni spettacolare scorcio sul mare, attraversando pascoli disseminati di granito bianco e rosa, tafonato e scolpito dal vento e dall'acqua. Una delle prime tappe di questo incantevole percorso è la Spiaggia delle Uova di dinosauro (Cala is Tramatzus). L'ultimo tratto sarà in scoscesa ma breve salita fino alla Vedetta, il punto più alto del promontorio, da dove cominciamo a scendere vista mare: da qui possiamo scorgere tutta la distesa dunale di Scivu e Piscinas che scivolano in profondità fino ai monti di Arbus e Guspini, cinte dalle creste del Monte Arcuentu sullo sfondo. Il sentiero inizia in forte pendenza tra rocce emerse in seguito alll'erosione eolica, ma dopo circa 30 minuti siamo sulla piana di Narocci. Per arrivare infine alla Spiaggia ci aspetta un ultima passeggiata tra dune ricoperte di bassa vegetazione, piccoli ginepri e pascoli. Infine il mare, dove potremo riposare. Torniamo in Agriturismo con il nostro bus privato. Ceniamo in struttura. Il pranzo al sacco è fornito dall'agriturismo

    15km circa - dislivello 500 m – ore di cammino 5 circa - medio

    4° GIORNO - DAI VILLAGGI MINERARI ALLE DUNE DI PISCINAS

    Lasciamo il nostro Agriturismo e partiamo alla volta delle miniere dell'entroterra di Arbus e Montevecchio. Dopo circa 1 ora siamo a Ingurtosu. Prima di iniziare a a camminare facciamo una passeggiata in questo significativo ed emblematico villaggio minerario abbandonato, dove accanto alla Direzione in stile neogotico (detto “il Castelletto”) spiccano i ruderi delle tradizionali case dei minatori, i vecchi spacci e botteghe. Dalla moderna Chiesa di Santa Barbara imbocchiamo la Via Crucis in salita che ci conduce a un altro insediamento minerario, Pitzinurri: qui, seguendo il tracciato del Cammino Minerario di Santa Barbara nel senso opposto di marcia, tra diruti magazzini e ovili, iniziamo a scendere nel cuore della Valle de Is Animas (Valle delle Anime), con gli scorci delle dune di Piscinas che fanno capolino tra le verdi colline popolate dal Cervo Sardo. Il paesaggio è surreale, provoca emozioni molto contrastanti, perchè la bellezza è inquietante ma forte: da una parte i ruderi del villaggio di Naracaoli sembra emergere come da un passato molto più antico tra il fitto della macchia alta e sempreverde, dall'altra i ruderi della ormai Fatiscente Laveria Brassey, sotto il sole prepotente che abbaglia. Entriamo, e tra il materiale di diporto della lavorazione mineraria, poi seguendo il corso del Rio Naracaoli, ci inoltriamo sbigottiti fino ai piedi delle alte dune. La sabbia, sollevata e scaricata dal vento millenario, nasconde la vecchia ferrovia, ma noi riusciamo a seguire in parte il tracciato lungo il Cammino Minerario, fino ad arrivare sulla spiaggia: alle nostre spalle km di dune fino ai monti, davanti a noi il grande mare fino a perdita d'occhio. L'Ara del sole, una scultura in mezzo alla spiaggia, segna il nostro punto d'arrivo e il punto esatto in cui il sole tramonta sull'orizzonte. Da qui, camminando ancora un po', si arriva fino alla battigia o ai comodi chioschi, dove possiamo dissetarci e rimirare quanto è dolce questo mare....Ci dedichiamo questa pausa prima di ripartire. Oggi cambiamo alloggio, ci muoviamo verso la Penisola del Sinis: da stanotte, per le prossime 4 notti, dormiremo nel centro storico di Cabras, uno dei più antichi e graziosi paesi (biddas) della costa ovest sarda, adagiato sulla sua Laguna, la seconda in Sardegna per grandezza e biodiversità della Sardegna. Il viaggio durerà circa due ore. Ceniamo in ristorante, Sarà possibile acquistare il pranzo al sacco per il giorno dopo in market e botteghe del paese.

    18KM CIRCA - dislivello 250circa - ore di cammino 5 circa - medio + 1h visita Tharros

    5° GIORNO - CAPO SAN MARCO, THARROS, OASI DI SEU E SPIAGGIA DI MAIMONI

    Con un breve transfer andiamo al punto di inizio dell'escursione. Attraversato il piccolo centro abitato dell'antico paesino di San Giovanni di Sinis, con le sue strade bianche ricoperte spesso dalla sabbia portata dal vento, ci fermiamo davanti alla Chiesa paleocristiana di origini bizantine (una delle più antiche chiese della Sardegna) e iniziamo l'esplorazione del Capo San Marco e i suoi due mari, fino a raggiungere la sua estremità e punto più alto, la Torre e il Faro. Prima di continuare il cammino lungo costa ci fermiamo circa 1 ora per visitare l'antica città fenicio – punico – romana di Tharros, uno dei gioielli archeologici della Sardegna. Superato l'abitato sul mare di Funtanameiga, imbocchiamo il sentiero costiero che immette nell'Oasi naturalistica di Seu, dove camminiamo immersi nella bassa macchia mediterranea a picco sulla falesia, fino alla Torre di Seu. Dalla torre si apre alla nostra vista la candida distesa sabbiosa della costa del Sinis e per la prima volta avvistiamo l'Isola di Mal di ventre, cuore dell'Area Marina Protetta di questo mare. Raggiunta la punta, scendiamo e attraversiamo la grande e selvaggia spiaggia di Maimoni, dove termina la nostra escursione. Il nostro bus ci riporta a Cabras, dove possiamo acquistare il pranzo per il giorno dopo prima della cena in ristorante.

    12km circa - dislivello 180 circa - ore di cammino 5 circa

    6° GIORNO - IS ARUTAS, MARI ERMI, LA FALESIA DE SU TINGIOSU

    Con un breve transfer andiamo al punto di inizio della nostra escursione. Su strada sterrata lungo costa raggiungiamo in breve tempo la punta e scendiamo nella Spiaggia di Is Arutas: qui camminiamo su un magnifico arenile candido e brillante, dove sfavillano minuscoli quarzi e conchiglie dai mille colori bagnati dall'acqua cristallina. Proseguiamo poi su sentieri retro dunali e, costeggiando cale e spiagge di grande e unica bellezza giungiamo a Mari Ermi, dove alla spiaggia si alternano grandi banchi di arenaria scolpiti dall'acqua del mare. Ora la costa comincia a diventare più alta e frastagliata, fino alla falesia de Su Tingiosu, lungo la quale camminiamo vista mare fino alla fine della tappa di oggi. Al temrine dell'escursione ci sarà il nostro bus ad aspettarci per fare ritorno a Cabras.

    15km circa - dislivello 300 circa - ore di cammino 5 circa

    7° GIORNO - LE SCOGLIERE DI CAPU MANNU E SA MESA LONGA

    Concludiamo il nostro viaggio lungo la selvaggia costa ovest della Sardegna con il sole in fronte. Oggi siamo a Capu Mannu e iniziamo a camminare dalla Spiaggia di Putzu Idu, presso Mandriola, rinomata località per surf e wind surf. Costeggiando il promontorio sul mare raggiungiamo, dopo un susseguirsi di calette rocciose, la Torre Sa Mora e il Faro. Continuiamo sulla scogliera fino alla Torre di Capu Mannu, dove si aprirà ai nostri occhi la spettacolare vista sulla baia de Sa Mesa Longa, famosa località per gli amanti dei fondali marini, caratterizzata da una linea molto frastagliata, piccole insenature, bassi fondali rocciosi e l'isolotto omonimo. Attraversiamo la spiaggia e risaliamo il basso promontorio ricoperto in parte da basse dune in formazione. Dopo aver scollinato siamo a Su Pallosu e da qui torniamo a Putzu Idu su strada vicinale asfaltata tra i campi. Prima di rientrare a Cabras faremo tappa al bellissimo borgo di San salvatore di Sinis, location del Western all'italiana caratterizzato dalle tipiche case a un piano del sud campidano, dette Cumbessias.

    3 km circa - dislivello nessuno - ore di cammino 1 circa + visita Museo Archeologico di Cabras

    8° GIORNO - DI LAGUNE, GIGANTI E PESCATORI, SALUTI E PARTENZE

    Dal centro abitato di Cabras, costeggiando la Laguna dei Fenicotteri rosa, ci incamminiamo fuori dal centro. Facciamo tappa al piccolo ma interessantissimo Museo Archeologico di Cabras, che ospita un'importantissima collezione archeologica tra cui spiccano le Dee Madri di epoca pre-nuragica, i ritrovamenti del Tophet di Tharros e le Statue dei Giganti di Mont'e Prama, le più antiche statue a tutto tondo del Mediterraneo, ritrovate negli anni '70 nei campi della località omonima e oggetto di grandi studi.  Prima del Ponte sul Canale Scolmatore prendiamo una breve strada bianca vicinale che ci conduce in un luogo fuori dal tempo, l'antica peschiera di Mar'e Pontis sullo Stagno di Cabras. Siamo qui per ammirare il villaggio dei pescatori, il paesaggio lagunare ma soprattutto per un buon pranzo a base di pescato fresco di laguna e altre prelibatezze del territorio, per salutarci insomma in grande stile. Al termine del pranzo, verremo accompagnati con i nostri bagagli alla Stazione dei treni di Oristano, dove prenderemo il treno per Cagliari. Il viaggio in treno dura circa 1 ora, fa fermata all'aeroporto di Elmas, consiglio voli a partire dalle 20 per essere sicuri.

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    CARLA PAU

    Faccio il lavoro di Guida Ambientale Escursionistica dal 2012 e quello di Guida Turistica dal 2018. E' il lavoro che fa per me...perche' sono una di quelle persone che ha bisogno di una piccola tana calda piena di libri, luci soffuse, un po' di musica e buon vino per ricaricarsi...ma poi quando sta troppo ferma sente il bisogno di andare, di lasciare andare. Da bambina un giorno volevo fare la scrittrice, il giorno dopo l'avvocato, un altro giorno la giornalista. Da grande mi sarebbe piaciuto fare l'illustratrice, ma mentre mi occupavo dell'orto ho intrapreso la strada per diventare Guida. . Sono una persona abbastanza empatica e istintiva, visionaria, romantica. Sono tornata a vivere in Sardegna dopo 11 anni di Toscana, e questo mi rende enormemente felice, anche se la Toscana sarà sempre per me casa...ma questo è molto personale e ve lo racconterò una sera, in viaggio.

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    Cammino Minerario di Santa Barbara e Costa Ovest Sardegna

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